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Rassegna stampa

"Una serata di grande musica, che ha fatto sognare, evocando nella fantasia di ciascuno orizzonti infiniti, accompagnati da sensazioni ed emozioni profonde. E' quanto ha offerto, l'altra sera presso la sala consiliare del Palazzo del Podestà di Castell'Arquato, il concerto "Parole e silenzi" che ha visto applaudito protagonista il pianista e compositore mantovano Stefano Gueresi.
Attraverso l'esecuzione di opere di propria realizzazione, il maestro Gueresi ha da subito iniziato a trasmettere serenità, anticipando nei fatti i nobili intenti degli organizzatori, a riprova della grande forza emozionale di quel linguaggio universale che è la musica. Brani composti da un contemporaneo ma, in controcorrente con le tendenze atonali e dissonanti di molti suoi colleghi, scritti in un piacevolissimo stile tonale, dove la fantasia e l'inventiva personale, pur presenti ed originali,sono sempre al servizio della melodia. Ed ecco allora il bellissimo "Sogno di Penelope", i romantici "Racconti del lago" e i momenti incantati, quasi chopiniani, de "La neve e l'amore lontano". Non manca il virtuosismo, nelle pagine scritte da Gueresi, che emerge un pò dovunque (emblematici a questo riguardo la "Danza d'autunno" e il bis finale), ma sempre in maniera pacata e soave, quasi che il maestro non volesse "spezzare" l'incantesimo della sua musica. Finale, tra gli applausi del pubblico, con uno spumeggiante bis, ennesima prova di valore del bravissimo Gueresi."

Mauro Bardelli ("La libertà" di Piacenza, 13/3/2006)

Impressioni di un ascoltatore

Antico e moderno fusi dalla nostalgia: se dovessi scegliere una miscela di sensazioni per decriptare i brani di Gueresi non avrei dubbi. Puntando, però, decisamente sulla forza della Nostalgia, intesa come sentimento in grado di evocare ciò che hai vissuto o avresti voluto vivere. La musica di Gueresi è carica di questa forza nostalgica che non va intesa come freno all’innovazione, come zavorra all’ispirazione.

Anzi.

Gueresi non è un nostalgico nei ritmi, negli accordi, nelle armonie. No. Decisamente no. Non è nostalgico. La nostalgia di Gueresi è semmai una forza ispiratrice in grado di creare sottofondi fiabeschi a contesti musicali che senti reali e presenti. Io ho in testa soprattutto un brano.

Il giardino di Madame Guesdom. Non lo giudico per la gradevolezza (sarebbe comunque un valore soggettivo), ma per il binomio vincente tra titolo (perché non dare importanza anche a un titolo?) e armonia.

Il brano nel suo insieme evoca, accompagna, non sovrasta il pensiero di chi l’ascolta. Suggerisce, prospetta, lascia intravedere un mondo dentro la musica che va oltre la musica. Gueresi non si impone, trasporta. Va, insomma, ascoltato per divertirsi nell’entrare in questo suo giardino armonico dove il barocco e il moderno si fondono nel nome della nostalgia. Sono tarocchi musicali da girare sul tavolo della propria fantasia.

Fabrizio Guerrini

Quella di Gueresi è una musica che "restaura": si ascolta e si ha la sensazione che un ambiente, una atmosfera, uno spazio storico ci si vengano a ricostruire intorno. Mattoni sonori che edificano una architettura. Sono musiche troppo belle per servire da sottofondo. Un buon motivo per continuare cosi'.

Marco Hagge (Regista, giornalista e conduttore RAITRE)

Il musicista mantovano, formatosi alla scuola Elisabeth Muller Vivanti (per il pianoforte) e John Paynter (per la composizione), ha proposto una serie di brani da lui composti (da Il sogno di Penelope a Danza d’autunno; da Le ali della notte al finale I misteri del bosco di Non Hult), caratterizzati da un'apprezzabile vena melodica e dagli accenti nostalgici e appassionati: pagine di chiara matrice tardoromantica, le sue, di indubbia forza evocativa e di ineludibile suggestione (anche perché ben strutturati, secondo il classico schema esposizione-sviluppo-ripresa, sempre valido per questo tipo di composizioni), che ben si prestano per balletti e come colonna di spettacoli e documentari (come è già avvenuto, del resto, nel 2000, nell’ambito della rassegna “Mantova Danza”; e per la rappresentazione teatrale “Il senatore Fox” di Luigi Lunari messa in scena dalla compagnia “Campogalliani”, diretta da Aldo Signoretti, a Vicenza).

Lunghi e insistiti gli applausi tributati alla fine dall’attento pubblico presente nell’elegante auditorium e un fuoriprogramma – ancora un brano di Gueresi, il delicato Budapest – particolarmente gradito.

Savoca (Taormina), Giugno 2003

Matteo Pappalardo

Nella suddivisione dei generi musicali l'opera di Stefano Gueresi occupa lo scaffale riservato ai sogni. E nel sogno, si sa, ogni cosa diventa possibile. Così la sua musica apre le porte di un universo letterario, conduce in lande romanzesche e sentieri lirici. Come i sogni è impalpabile, difficile da afferrare, ma si sedimenta nell'anima, la scombussola, ridesta zone sopite, manda all'aria certezze, sposta pensieri. E libera, alla fine. Conquistati.

Giorgia Mazzotti (Giornalista)

... per questo il recital del maestro Gueresi, che Testori avrebbe definito un "maestro di memoria in un mondo smemorato", maestro proprio di quella memoria di un comune destino che vale per il passato, il presente e il futuro, memoria che palpita nelle sue composizioni classiciste e modernissime ad un tempo, per il loro spessore testimoniale nel panorama artistico di una contemporaneità che sbandiera ovunque un'ostentata poetica del brutto...

Silvia Rossi (Critica d'arte)

C’è la musica da ascoltare, c’è una musica da vedere con gli occhi, c’è quella da assaporare, da gustare con i sensi. La note di Stefano Gueresi sono il tintinnio dell’anima, la melodia che ci accarezza e ci fa sognare, conducendoci nei luoghi della memoria e nei porti della speranza. E’ una musica eterea, ma di tale forza evocativa che pare di poterla toccare.

Sergio Gessi (Giornalista)

E' nato a Mantova nel 1960. Sulla ruota del talento quel giorno è uscita la musica che lo ha incatenato ad un rapporto assoluto e totalizzante oltre che tormentato, crediamo di poter intuire, almeno fino a quando alla maturità espressiva e tecnica, acquisita con precocità rimarchevole, non si è associata quella personale ed umana. Nulla di strano per un artista, il fuoco sacro può bruciare, perché per quanto sacro, di fuoco pur sempre si tratta. Da allora, procediamo sempre per intuizioni, questo rapporto si è fatto pure soddisfacente pur restando totalizzante. Gueresi vive di musica. E' uomo di indole generosa e bizzarra: potrete chiedergli a qualsiasi ora di un qualsiasi giorno dell'anno di accompagnarvi sulla luna o di aiutarvi a raddrizzare, con il solo peso del corpo, la torre di Pisa: vi dirà subito un "certo!" autentico ed immediato. Ma se gli chiedete di prendere un aperitivo dovrete dargli un preavviso di almeno 24 ore, allora estrarrà dalla tasca posteriore un foglio mal piegato che lui chiama, senza ironia alcuna, "agenda" e vi dirà senz'altro di sì...

E' un uomo di simpatia contagiosa e di una allegria ondivaga che si muove su di un fondale di lontana malinconia.

E' un artista e da queste parti tifiamo per lui.

Alessandro Mazzola (Autore e critico letterario)

Il pianista e compositore italiano Stefano Gueresi ha tenuto un concerto alla Casa della Cultura di Naberezhnaya Street in occasione dell'Anniversario della Città Imperiale. Nonostante Gueresi abbia suonato in tutta Europa (Italia, Gran Bretagna, Svezia, Francia, Germania, Belgio, Polonia, Croazia, Svizzera), la Città Imperiale resta uno dei suoi luoghi preferiti per eseguire le sue opere. Molta gente, interessata alla musica pianistica e al lavoro creativo di questo talentuoso compositore, si è data appuntamento alla Casa della Cultura. Il pubblico ha seguito in assoluto silenzio l'esecuzione dei brani da parte del maestro, e l'interesse era tutto rivolto alle mani del musicista. La magnifica musica ascoltata resterà a lungo impressa nella memoria del pubblico. Il compositore ha eseguito "Il vento dell'epoca oscura", "Il sogno di Penelope"," Danza d'autunno", "Ritorno a Canterbury", "Ali della notte", la suite dedicata alla Città Imperiale, in tre parti: "Il valzer di Pushkin", " Il presagio" e "La neve e l'amore lontano" e altri brani.

Subito dopo il concerto Stefano ha risposto ad alcune nostre domande.

Stefano, grazie per il tuo meraviglioso concerto. La gente era catturata dalla tua musica.
Sono io che vi ringrazio per lo splendido pubblico e per l'accoglienza ricevuta".
E' la seconda volta che ti esibisci nella nostra città. Tornerai ancora?
Spero proprio di sì. Mi piacerebbe visitare la Città Imperiale di Pushkin in inverno. Mi auguro di riuscirci, prima o poi.
Ti piace la nostra città?
Questa città è meravigliosa. Qui si possono ammirare esempi di grande architettura, immersi in una cornice naturale affascinante. E' una città da sogno!
Aspettiamo con impazienza la tua prossima visita. Grazie ancora per il bellissimo concerto.

Articolo di LIZA SUBBOTINA
intervista di ANASTASIA BRATANOVA,
traduzione di GREGORY BUDIN. ASCOLTANDO IL CD DI STEFANO GUERESI…

SG ARTICOLO RUSSIA

L’AUTUNNO. L’autunno non sembrava finire; in quel gorgoglio di colori donava allegria e una strana sensazione di pace.Tutto ciò era vero, o era solo una bugia di un’illusione lontana? Come descrivere questa poesia di foglie verdeggianti e colori sgargianti. Questo spettacolo di emozioni sarebbe piaciuto a chiunque avesse posto l’occhio su quel delicato velo autunnale che riscalda il cuore di ognuno. Le parole non bastano e il sole sfumato dà senso e bellezza a qualunque cosa si proponga. Uno spettacolo di dolore si cela sotto questa magica illusione, che incanta la mente e cuore, spegnendoli in una morte leggera. Ma come in tutto il negativo, c’è una fine, un’alba di speranza. I frutti nascono sugli alberi vestiti di una gioia leggera. Si potrebbe continuare all’infinito, su questo delicato argomento, che ci aiuta nel nostro incarico e che ci rende consapevoli di quanto è bella la vita.

Marco Signoretti (11 anni)

Mantova, giugno 2004 Concerto tenuto a Cracovia il I°Maggio 2001. Foto durante l'intervista rilasciata a Radio Cracovia, foto al termine del concerto e una recensione.

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